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  • Ominiteismo e Demopraxia
    manifesto di Michelangelo Pistoletto, 2012-2016
     

    Michelangelo Pistoletto

    Ominiteismo e Demopraxia



     



     

     


     
     

    Questo è il mio ultimo manifesto.
    Il manifesto di un essere umano, in un punto dello spazio e del tempo.
    Un essere in parte naturale e in parte artificiale. Naturale in quanto formato dalla natura e artificiale in quanto formato dall'Arte.
    Un essere umano fatto ad Arte.
    L'intento è quello di riconsiderare i fondamenti della costruzione socio-culturale, specificatamente la religione e la politica, rileggendoli attraverso il nuovo binomio: Ominiteismo e Demopraxia. La mia convinzione è che la democrazia (1) non possa coesistere con i dogmi monoteistici. Per dimostrarla, intendo seguire la direzione tracciata dal solco dell’Arte. L’Arte da origine a tutti i sistemi che nel tempo hanno organizzato la società umana. È l’Iniziazione primaria. La prima opera d’Arte risale all’impronta di una mano sulla parete di una caverna: l’impronta della mano non è la mano, ma la rappresentazione, dunque il concetto, della mano fisica. Con la nascita del concetto, si ha l’origine del pensiero umano.
    Il segno della mano è il guado fra l’animale inconsapevole e l’animale consapevole, fra il non umano e l’umano. Da allora, ogni atto iniziatico riconferma e celebra questo primordiale passaggio. La portata dell’opera di quell’artista ignoto è incommensurabile per due ragioni: la prima, essa dà origine al linguaggio segnico che permette la comunicazione del pensiero. Infatti, nelle caverne le impronte delle mani si moltiplicano e si raggruppano a rappresentare, in embrione, la società. Seconda cosa, fra la realtà e la virtualità della mano, l’Arte apre le porte dell’ignoto e sviluppa la sfera dell’immaginario, che cresce fino a diventare un universo interamente metafisico. Pensiamo questo universo metafisico come un Arco Spirituale. La religione ne ha preso pieno possesso, dando risposte a tutto con l’autorialità divina, pretendendo così il monopolio dell’ignoto. Nell’ignoto, la scienza muove la sua ricerca. Ma rispetto alla religione, procede attraverso risposte provvisorie e relative. L
    ’Arte contiene l'ignoto nell'arco metafisico-spirituale e comprende in esso sia la religione che la scienza. La religione e la scienza esistono in quanto partorite dall’Arte, con il primo segno nella caverna primordiale. Da allora, l’Arte non ha mai smesso di partecipare alle avventure dell’umanità, accompagnando in ogni passaggio l’organizzazione della società fino a rendersi complice del potere.
    Alla metà del ventesimo secolo l’artista, a seguito di un processo di autoanalisi dell’arte, giunge a una totale autonomia. Smette di essere mano comune e diventa mano individuale. Fa propria l’impronta originaria, trasformandola in un suo segno soggettivo. Così assume la massima libertà personale e altrettanta responsabilità nei rapporti con la società. Personalmente, eredito questa responsabilità e le attribuisco nuova funzione. Tale funzione consiste nel trasmettere l’autonomia che l’artista moderno ha sviluppato con il proprio segno, a ogni singola persona, perché questa arrivi a maturare un’autonomia di pensiero e una responsabilità attiva nella convivenza umana.
    Nel 1978 con il manifesto “L’Arte assume la Religione”, affermavo: “... L’Arte assume la Religione vuol dire che l’Arte fa dichiaratamente propria quella parte rappresentata dalle strutture che amministrano il pensiero, come la religione. Questo non per sostituirsi a esse, ma per sostituire a esse un diverso sistema di interpretazione destinato a estendere nella gente la capacità di esercitare autonomamente le funzioni del pensiero”.
    Nell’esercizio di queste funzioni, si intreccia il rapporto fra Arte, Spiritualità e Politica.
    Il Manifesto di Ominiteismo e Demopraxia nasce come conseguenza di questa mia ricerca, iniziata sessanta anni fa, attraverso la sostituzione della mano con lo specchio, inteso come estensione massima della virtualità a fronte della realtà.
    Sono arrivato allo specchio nella ricerca della mia identità. Chi sono? Cosa sono? Come posso attraverso l’Arte identificare la mia esistenza? Poiché provengo da una cultura artistica totalmente raffigurativa, ho assunto la mia persona come immagine da identificare. Per far questo ho utilizzato il metodo dell’autoritratto, che richiede l’uso dello specchio. l’ immagine di me stesso, ritratta a dimensione naturale, è rimasta fissa nel quadro, mentre il fondo che la circonda è diventato specchio. Nello specchio divenuto opera d'arte è entrato il mondo, quindi il mio autoritratto è diventato l’autoritratto del mondo. l’artista attraverso di sé scopre l’altro da sé. l’identità della mia immagine fissata corrisponde all’identità di qualsiasi altra persona, che guardandosi nello specchio, compie lo stesso mio processo identitario. Tutti insieme dentro lo specchio, possiamo veri-ficare l’intero esistente fisico che sta davanti allo specchio. Gli esercizi di veri-tà qui di seguito fanno parte di questa verifica.
    Propongo, perciò, di condividerli.
     
    [segue in "Esercizi di verità"]
     
    Esercizi di verità
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    Il cambiamento Penso che un vero cambiamento della società non possa avvenire che attraverso il superamento della protezione di Dio, o della scienza, per un percorso di autonomia e di responsabilità individuale e collettiva. Se attingo ancora al concetto di teismo, è [...]
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    Note al testo
    NOTE: 1. La Demopraxia supera il concetto di Democrazia. Nel percorso per arrivare a definire questo termine, ritengo necessario, per una maggior comprensione, utilizzare ancora il sostantivo democrazia. 2. Luogo di Raccoglimento multiconfessionale e laico, realizzato nel 2000 presso [...]
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