Sustaining Embedded Arts Practice
CURATORIAL STATEMENT
di Andy Abbott


Ho iniziato il mio ruolo di Visiting Research Curator per il programma di residenza UNIDEE nel bel mezzo di una pandemia. Stavamo ancora speculando sul suo impatto a breve e lungo termine sia sulla vita quotidiana sia sulla pratica artistica socialmente impegnata. Basandoci sull'eredità di Cittadellarte di "imparare attraverso il fare", abbiamo trovato il modo di riunire gruppi di residenti con diverse pratiche situate e incorporate, per condividere e imparare gli uni dagli altri in tempi tumultuosi. I residenti e i mentori erano “integrati” in modi diversi: alcuni in una particolare zona geografica, altri all'interno di un edificio o di un'istituzione, o di una comunità, o di un movimento politico o sociale. Portavano avanti pratiche identificabili come arte e altre riconducibili a un più ampio spettro della pratica sociale e della ricerca d'azione. Tutte avevano in comune l'impegno a generare un cambiamento positivo per un luogo, una situazione o un popolo, in risonanza con la visione di Michelangelo Pistoletto di un'"arte per una trasformazione sociale responsabile".

Nei due anni successivi e nel corso di una serie di residenze e laboratori che hanno coinvolto quasi un centinaio di professionisti da tutto il mondo in programmi ibridi di presenza virtuale e fisica, abbiamo sviluppato un kit in espansione di metodologie e un corpo di preoccupazioni e domande condivise che poteva essere lasciato come traccia per i residenti successivi.

In questo capitolo finale del mio arco di ricerca speriamo di esplorare più a fondo gli aspetti pratici della pratica artistica incorporata, compresa la creazione di strutture e risorse di finanziamento alternative; la creazione o il recupero di beni comuni; la formazione di istituzioni alternative/di contrasto; la riforma e il lavoro all'interno, contro e oltre le strutture esistenti. Speriamo anche di approfondire le tematiche di alcune domande ricorrenti tra cui: come possiamo creare sostenibilità, per noi stessi e per i nostri mondi, attraverso la pratica incorporata? quali tensioni produttive esistono tra il formale e l'informale, lo strutturato e l'organico, l'istituzionale e l'auto-organizzato? come possiamo lavorare con diversi raggi d’azione e spazi di incorporazione: dall'individuo, al sociale, all'ambientale/strutturale? quali sono le nostre reti e interdipendenze? cosa dovremmo costruire e cosa dovremmo smantellare? come cominciamo e dove potremmo finire? cosa significherebbe "scomparire" o fondersi nel tessuto sociale?

Quest'ultima domanda sulla visibilità della pratica incorporata ha particolare risonanza in un momento in cui la "pratica sociale" – così come i metodi collettivi e collaborativi che comporta – ha sempre più trazione. Questo sta accadendo sia nel mondo dell'arte istituzionale (come si è visto con il premio Turner del 2021 e in Documenta Fifteen) sia nella sfera sociale, dove gli ultimi due anni di sconvolgimento e turbamento – sintomi di una crisi sociale ed ecologica più ampia e continua – ci hanno spinto a riconsiderare il valore delle pratiche di cura, di aiuto reciproco e di modi comunitari di essere e fare che contrastano la "normalità" della crescita senza fine, dell'espansione e dell'estrazione.

Allo stesso tempo capiamo che il cambiamento più duraturo che può essere influenzato dall'esperienza estetica avviene sotto la superficie, al livello a volte impercettibile dell'emozione e della soggettività. L'arte, anche nella sua forma più rappresentativa, può creare luoghi per l'emergere di un'immaginazione collettiva capace di pensare e desiderare oltre il "realismo capitalista " (nota 1). Come possiamo mantenere una soggettività radicale in un mondo che ci chiede di dimostrare visibilmente il nostro valore e misurare il nostro impatto? Attraverso la residenza speriamo di sviluppare una rete di professionisti che fanno quello che possono da dove sono, che insieme costituiscano un cambiamento di paradigma che dimostra che un altro mondo (dell'arte) è possibile.

PAROLE CHIAVE 

Pratica incorporata, Sostenibilità, Infrastrutture, Ecologia artistica, Pratica socialmente impegnata, Futuri post-pandemici, Architettura lenta e sostenibilità, Decrescita, Interdipendenza, Arte e il quotidiano, Strumenti e tecnologie per il cambiamento sociale, Lavoro reattivo al luogo e al contesto, Arte invisibile/Materia oscura, Partecipazione e co-produzione, Organizzazione dei principi fondamentali, Auto-organizzazione e agenzia collettiva ‘fai-da-te’ (Demopraxia/Pandemopraxia), Cooperative, Pratiche socialmente applicate, Economie diversificate e di comunità, Materia oscura culturale, Futuri post-lavoro, Post-capitalismo, Reddito di base universale, Transizione verso paradigmi etico-estetici (il Terzo Paradiso), Costruzione di nuovi spazi comuni (digitali e virtuali).


Andy Abbott


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Nota:
1 - Mark Fisher, ‘Realismo capitalista’.



STATEMENT LABS 2022

 

UNIDEE LABS 2022
Artwork as Toolkit / Tools for the Commons
CURATORIAL STATEMENT


The ‘embedded practice’ residencies in 2020 and 2021 (See 2020’s Embedded Arts Practice in a Postpandemic Future, 2021’s Groundwork for Embedded Arts Practice residencies and Tools and Technologies for Embedded Practice Arts Lab) brought together a broad range of practitioners from all over the world to share and develop their situated practices and action-research. In a time of changeable travel restrictions and social distancing measures, we found that residents valued the opportunity to share experiences of making socially-engaged work that is inextricably linked to its context and often relied on intimate connections and engagement with audiences, participants and collaborators.

Through group critiques, individual and collective trace-making, and handover sessions we found methods by which to share complex and sometimes overwhelmingly large-scale or long-term projects and praxis. Despite the specificity of the practices shared, we found there was benefit in temporarily taking them out of context and inviting fresh perspective to identify common themes, methodologies, approaches, and challenges. In our various (post-)pandemic contexts we also began to share experiences of (mis)using and applying ‘old’ technologies and emerging digital tools; from letters and postcards, to creative ‘hacking’ of conference call breakout rooms and screen sharing, to propositions for blockchain and cryptocurrencies to create fairer working conditions.

The Labs are an opportunity to continue this process together in presence.
We hope to reconnect and make new connections between practitioners and researchers who feel they would benefit from an intensive week of ‘putting their practice under the microscope’. This will be done not so much to accelerate or ‘push forward’ projects, but rather as a way to ‘zoom in’ and get a better sense of the detail of the practice. The ‘what’ and the ‘how’ of the practice as well as the ‘why’. We hope that this intimate collective examination will reveal the sometimes imperceptible movement and trajectory of such projects; helping each other over the humps and sticking points, as well as identifying potentially overlooked problems and obstacles in the road ahead.

The ‘Artwork as Toolkit’ lab will begin with the question ‘What are our tools?’ This lab stems from the intersection of two online platforms such as www.arte-util.org and www.dpe.tools presented by Alessandra Saviotti in collaboration with Gemma Medina and Owen Griffiths. Starting from the recent usological turn we will look into a set of tools and exercises developed as part of both platforms - such as the ‘Coefficient of Art’ and ‘A Capitalist Reading of our Usual Breakfast’ - that place art at the outset of the development of a set of tactics to achieve societal change. Analysing the idea of 'the-artwork-as-toolkit' the mentors will propose to look at how socially engaged art can be understood as an expanded technology that manifests itself as practices on a 1:1 scale. From our diverse and often specific practices and projects what surplus can we share, preserve, ferment and take forward for the future?

In the ‘Tools for the Commons’ lab we hope to bring together the experiences of artists and activists creating spaces for the growth of the commons; from the micro level of the individual, personal or subjective, through to the reclaiming or occupation of urban space, and the influencing of planning and policy. Mentors Emanuele Braga and Gabriella Riccio will draw upon their experiences in occupied art and cultural spaces MACAO (Milan) and L’Asilo (Naples) as well as the postcapitalist think-tank the Institute of Radical Imagination. Long-term comrades and collaborators Keir Milburn and Gareth Jones will bring a UK perspective on creative activism including the use of political strategy games, utopian consciousness raising sessions, and the establishment of Public-Common-Partnerships. What tools (or toys) for establishing and developing the commons can we identify, adapt or invent? Which of these are we able and willing to share, and under what terms?

Together we hope the labs will act as a key step in Cittadellarte and Pistoletto’s commitment to developing a network of solidarity and common intent across disciplines, and of creating a global community of practice across our many locals.

Participants will visit the exhibition platform dedicated to Cittadellarte’s demopraxy local chapter of Biella, the archipelagus as an entry point to its practice.

Andy Abbott



 



STATEMENT LAB 2021

 

UNIDEE LAB
CURATORIAL STATEMENT


The ‘embedded practice’ residencies in 2020 and 2021 brought together a broad range of practitioners from all over the world to share and develop their situated practices and action-research. In a time of changeable travel restrictions and social distancing measures, we found that residents valued the opportunity to share experiences of making socially-engaged work that is inextricably linked to its context and often relied on intimate connections and engagement with audiences, participants and collaborators.

Through group critiques, individual and collective trace-making, and handover sessions we found methods by which to share complex and sometimes overwhelmingly large-scale or long-term projects and praxis. Despite the specificity of the practices shared, we found there was benefit in temporarily taking them out of context and inviting fresh perspective to identify common themes, methodologies, approaches, and challenges. In our various (post-)pandemic contexts we also began to share experiences of (mis)using and applying ‘old’ technologies and emerging digital tools; from letters and postcards, to creative ‘hacking’ of conference call breakout rooms and screen sharing, to propositions for blockchain and cryptocurrencies to create fairer working conditions.

The Labs are an opportunity to continue this process together in presence.

We hope to reconnect and make new connections between practitioners and researchers who feel they would benefit from an intensive week of ‘putting their practice under the microscope’. 
This will be done not so much to accelerate or ‘push forward’ projects, but rather as a way to ‘zoom in’ and get a better sense of the detail of the practice. The ‘what’ and the ‘how’ of the practice as well as the ‘why’.

We hope that this intimate collective examination will reveal the sometimes imperceptible movement and trajectory of such projects; helping each other over the humps and sticking points, as well as identifying potentially overlooked problems and obstacles in the road ahead.

At a broader level as ‘Socially Engaged Art’ continues to be increasingly recognised by the mainstream and institutional Artworld as a discipline (with accompanying commissions, educational courses and career paths) we might take this opportunity to reflect on how we can create shared resources and toolkits for embedded practice capable of disrupting the homogenisation and standardisation of such practice. How can we deterritorialize situated practice and keep it prickly? What can be shared, what transfers, what can be adapted and repurposed, what is specific and/or reliant on context? What tools and instruments can be hijacked or repurposed to do more than, in Audre Lorde’s words, temporarily beat the master at his own game (NOTE 1). What resources and tactics can we share to collectively dismantle the old world and forge new paths to exit the perennial crises of late capitalism? And beyond instrumentalisation, what other benefits might there be in taking time to share our concrete experiences and learn from one another? We hope in this way that the lab acts as a key step in Cittadellarte and Pistoletto’s commitment to developing a network of solidarity and common intent across disciplines, and of creating a global community of practice across our many locals.

Andy Abbott


NOTE 1:
Lorde, Audre. “The Master’s Tools Will Never Dismantle the Master’s House.” 1984. Sister Outsider: Essays and Speeches. Ed. Berkeley, CA: Crossing Press. pp. 110-114. 2007



STATEMENT 2021
UNIDEE RESIDENCY 2021
Basi per pratiche artistiche
integrate nel contesto sociale

 

La residenza UNIDEE primavera/estate 2021 continua a esplorare le diverse sfaccettature delle pratiche artistiche incorporate come strumento per scoprire, capire e aiutare a costruire e sviluppare nuove realtà. Nel 2020 la situazione pandemica emergente ci ha invitato a rivisitare i fondamenti di queste pratiche. Cosa significa impegnarsi in un intervento sostenuto in un luogo o in una comunità? Come inizia? Dove e quando finisce? Come pianifichiamo il percorso e come possiamo condividere e imparare collettivamente dalla sfide e dagli ostacoli che incontriamo? Come possiamo farlo insieme?

Il contesto pandemico della residenza ci ha ricordato che la pratica incorporata si costruisce su basi solide di fiducia e di profonda comprensione di un luogo e della sua gente. Il primo passo necessario per costruire queste basi è creare una connessione. Le diverse pratiche dei residenti hanno presentato modelli innovativi di connessione in momenti difficili, attraverso l’ascoltare e l’osservare, il crescere, il vivere, il comunicare, il preoccuparsi, l’imparare, l’esplorare, il sognare, il costruire e persino il bruciare. Tra le tante domande condivise alla fine della residenza 2020 c’era: ‘Come possiamo creare sostenibilità per noi stessi e per i nostri mondi?’ (nota 1)

Il programma UNIDEE primavera/estate 2021 intende riprendere da dove abbiamo lasciato lo scorso dicembre, continuando a esplorare – attraverso la condivisione delle nostre pratiche localizzate e dei nostri contesti – metodi, strategie e approcci per identificare, creare e sviluppare le basi necessarie per far prosperare la pratica artistica incorporata. Quali nuove ecologie di pratica esistono o si possono formare? In quali spazi e luoghi possono svilupparsi? Quali sono le condizioni ideali? Quale lavoro preparatorio è necessario e come possiamo avviarlo qui adesso? In questo senso traiamo ispirazione e conoscenza anche dal passato recente, come l’investigazione su larga scala dell’infrastruttura per l’Assemblea di Bergen del 2016 del collettivo Freethought (nota 2), e il programma UNIDEE 2019 ‘Modes of Instituting’ di Valerio Del Baglivo, dedicato a immaginare il ruolo delle organizzazioni artistiche in tempi di crisi costante (nota 3).

Le specificità della pandemia globale di COVID-19 possono essere state imprevedibili, ma non è stato un ‘evento’ senza precedenti (nota 4). La pandemia può piuttosto essere compresa come sintomatica di un sistema politico-economico fallito, sorpassato e ‘morto in vita’ come uno zombie (nota 5). Ci troviamo oggi nel mezzo di un conflitto di ritmi. Politici ed esperti ci dicono attraverso i mezzi di comunicazione che la pandemia ha bloccato, ‘congelato’ o immobilizzato gli ingranaggi dell’economia e della società; allo stesso tempo le imprese spiegano come abbia accelerato le pre-esistenti tendenze del lavoro, del commercio e della tecnologia. Similmente, il Dipartimento di Economia e affari sociali delle Nazioni Unite riconosce nel contesto degli Obiettivi di sviluppo sostenibile che la pandemia ha evidenziato ed esacerbato le disuguaglianze (nota 6); svelando e allargando le spaccature di un sistema che non si è sviluppato uniformemente.

In questo panorama di frizioni e fratture, come artisti possiamo aiutare a svelare, capire e contribuire alle nuove forme sociali e organizzative che si propagano nell’ombra – modi ‘altri’ di vivere e agire insieme basati sulla co-produzione, l’agenzia collettiva, l’assistenza reciproca, la cura, il condividere – e che offrono narrative alternative alla nozione di produttività e crescita infinite. Come ha detto la dott.ssa Susan Jones, legata alla campagna Rewild The Arts (nota 7),‘gli attivisti contestualizzati e i gruppi d’interesse nella sfera dell’arte e della cultura percepiscono le circostanze eccezionali della pandemia come un’opportunità per immaginare un’ecologia artistica completamente diversa, più giusta e inclusiva’ (nota 8). Attraverso il programma primavera/estate UNIDEE 2021 esploreremo insieme le fondamenta per un futuro più sostenibile sotto il cappello della visione olistica e interconnessa di arte e creatività come catalizzatori di cambiamento sociale di Cittadellarte (nota 9).

Parole chiave
Fondamenta, Infrastruttura, Ecologia artistica, Pratica socialmente impegnata e incorporata, Futuri post-pandemici, Arte lenta e sostenibilità, Arte e il quotidiano, Strumenti e tecnologie per il cambiamento sociale, Lavoro reattivo al luogo e al contesto, Arte invisibile/Materia oscura, Partecipazione e co-produzione, Organizzazione dei principi fondamentali, Auto-organizzazione e agenzia collettiva ‘fai-da-te’ (Demopraxia/Pandemopraxia), Cooperative, Pratiche socialmente applicate, Economie diversificate e di comunità, Materia oscura culturale, Futuri post-lavoro, Post-capitalismo, Reddito di base, Transizione verso paradigmi etico-estetici (il Terzo Paradiso), Costruire i nuovi spazi comuni (digitali e virtuali).

 

Andy Abbott
UNIDEE residency programs Visiting curator

 

Note:
1 - https://unidee2020.hotglue.me/
2 - http://2016.bergenassembly.no/en/freethought/
3 - https://issuu.com/cittadellarte/docs/web_unidee_notebook_2019_def_pagina_singola_compre
4 - https://www.versobooks.com/blogs/4608-on-the-epidemic-situation
5 - https://socialistworker.co.uk/art/17914/Zombie%20capitalism
6 - https://sdgs.un.org/goals/goal4
7 - https://www.rewildthearts.org/want-to-contribute/
8 - https://corridor8.co.uk/article/reset-or-rewild-perspectives-on-future-arts-infrastructures/
9 - http://www.cittadellarte.it/unidee/info.html

 
 
 
STATEMENT 2020
UNIDEE RESIDENCY 2020
Pratica di arti incorporate in un futuro post-pandemico

 

La pandemia globale di Coronavirus è un evento che ha creato nuove condizioni per l'arte e la cultura. Tra i molti sconvolgimenti ci sono cambiamenti irrevocabili nel modo in cui ci relazioniamo con lo spazio, il luogo e l'un l'altro. Abbiamo sperimentato una forte contrazione dello spazio fisico in cui possiamo operare, accompagnata da un'esplosione delle possibilità e delle tecnologie per la collaborazione remota. In questo spazio ibrido disorientante, gli artisti e coloro che sono coinvolti nella produzione culturale – in particolare quelli che desiderano attuare un cambiamento sociale attraverso la loro pratica – si ritrovano a porsi domande come: "Cosa possiamo fare adesso?" e "Quale futuro possiamo aiutare a costruire?”.

I temi chiave e le aree di ricerca includeranno: metodi artistici integrati e socialmente impegnati; modelli innovativi per facilitare e ampliare la conversazione attraverso la pratica dialogica; il ruolo dell'intervento creativo e della rottura estetica nello sviluppo della comunità; e cosa potrebbero significare sostenibilità e resilienza in un mondo post-virus. Esploreremo le storie, i paesaggi attuali e i potenziali futuri dell'attività culturale prestando particolare attenzione alle pratiche sotto-rappresentate, trascurate, non apprezzate e sotterranee che sfumano i contorni dell'arte e del quotidiano; quello che Gregory Sholette ha definito la massa nascosta di "materia oscura culturale" che è alla base del mondo dell'arte visibile. Quali nuove possibilità d'impegno sociale offrono le nuove tecnologie e i beni comuni digitali? Quali nuove ecologie, economie e forme di organizzazione sociale vengono sperimentate attraverso l'attività artistica e come possono queste modellare le nuove realtà che stanno emergendo?

Il programma UNIDEE 2020 ha lo scopo di affrontare collettivamente e collaborativamente queste e altre domande, sfide e temi chiave nell'area della pratica artistica integrata e socialmente impegnata offrendo prospettive, casi studio e opportunità di tutoraggio di professionisti, curatori / organizzatori e teorici delle arti che arricchiranno e aiuteranno a inquadrare le loro pratiche e progetti. Attraverso la prospettiva di un futuro "post pandemia", i partecipanti acquisiranno conoscenze pratiche e teoriche sul passato, sul presente e sul futuro dei paesaggi dell'arte per una trasformazione responsabile della società, che potranno poi applicare sia nel contesto postindustriale di Biella sia nella loro stessa comunità.

Il direttore di Cittadellarte, Paolo Naldini, ha sottolineato nel suo manifesto "Pan-demopraxia" che possiamo cogliere questo momento come opportunitè di rinascita: "Se ancora non sappiamo da dove provenga esattamente questo virus e come si sia diffuso, possiamo decidere dove ci dirigerà". Contemporaneamente, la rete degli Ambasciatori del Terzo Paradiso ha iniziato ad affrontare questioni relative al mondo post-virus rispondendo ad alcune domande quali: Come vivrai? Come imparerai? Come comunicherai? Come ti esprimerai? Come farai tutto ciò che fai?

Key Words
Socially engaged and Embedded Practice, Postvirus/Post-pandemic Futures, Slow Art and Sustainability, Art and the Everyday, Site and Context Responsive work, Invisible Art/Dark Matter, Participation and Co-production, Grassroots Infrastructure, Self-organisation and DIY collective agency (Demopraxy/Pandemopraxy), Socially Applied Practice, Postwork Futures, Postcapitalism/Alternative Sustainable Economies, Transition to Ethico-Aesthetic Paradigm (Third Paradise), Building the new (Digital/Virtual) Commons.

 

Andy Abbott

 

Webzine (fanzine digitale) della fine della residenza UNIDEE 2020: https://unidee2020.hotglue.me/

 
 
 
STATEMENT 2019
 
COLLECTIVE AGENCY
CLIMATE ACTION
MODES OF INSTITUTING

 

MODES OF INSTITUTING
 
When Michelangelo Pistoletto founded Cittadellarte in 1998, he questioned the social and political role of artists and the function of art organizations in society, with the aim of conceiving an institution fully dedicated to promoting sustainable social changes. How can we inspire the raising of a self-critical art institution that intervenes in the current political debate? And how can we create organizations where people of different class, gender and race interact to find possible solutions to improve civic society? These were some of the main questions that animated the founding of Cittadellarte – Fondazione Pistoletto. Today, the foundation coordinates eleven International Rebirth Forums where a network of civil organizations implements the United Nations 17 Sustainable Development Goals (SDGs) in several local-scale community projects.

After twenty-one years from the establishment of Cittadellarte, the political, economic and social conditions that motivate artists constituting art organizations have changed drastically. We are experiencing times of profound and rapid transformations, whose impacts cannot be in any way addressed on a one-person scale. Particularly, a sense of anxious urgency pervades our lives when confronting two of our major (and interrelated) current concerns: the apparently unrestrainable phenomenon of global warming and the increase of uncontrolled migration flows towards the West.
Perhaps the art field, in spite of all its contradictions, still represents today one of the agoras where to actively promote collective debates on current political disputes.

The Fall Term titled Modes of Instituting aims to investigate how artists are currently engaged in stretching the very notion of artistic practice beyond the dominant model of art making (Jason E. Bowman, 2016), to invent new organizations that expand art’s intervention into society. We refer to this methodology as instituting - i.e the process of building institutions as a cultural and critical act. At Cittadellarte, the act of instituting responds to four principles: engaging in long term projects, promoting social critique, favouring collective participation on local scale and endorsing multidisciplinary discussion.

Bringing together a plethora of international experts, the Fall Term will be dedicated to discussing how we can establish ethical principles to shape art organizations not only as centres of power, hierarchy, control and discipline. Specifically, on the traces of Michelangelo Pistoletto’s methodology, we will be discussing what are the ways in which art institutions can (un)learn from artistic practices that engage and create communities around issues of concern. And how to shape organizations where audiences are not considered as passive receivers of predefined contents, but as active members of a constituent body, from which to be provoked, getting inspired and learning, in order to bring those same issues of concern to public attention.

FORMAT

The Fall Term is dedicated to imagining the role of art organizations in times of perennial crisis, and to discussing what their future(s) in the next twenty years would be. A group of eight international applicants will be selected to follow a two-month programme of workshops and conferences. Artists and curators that have given life to emergent institutional models and art organizations will be invited as Visiting Professors to share their experiences and concerns.
The final aim of the term will be to write, all together, an ethical charter on how contemporary art organizations should work as places for political agency, community building and social change.

8 – 10 November
ASSEMBLY (MODES OF INSTITUTING)
by Kobe Matthys (Agency)

11 – 13 November
SITE FOR UNLEARNING (ART ORGANIZATION)
HOW DO WE WANT TO WORK TOGETHER?
by Annette Krauss and Yolande van de Heide

16 – 18 November
TECHNIQUES FOR LIVING OTHERWISE:
INSTITUTING WITH CARE
by Janna Graham and Valeria Graziano

19 – 21 November
WORKING TITLE: THROUGH THE LOOKING GLASS
By Bik Van Der Pol

The whole Modes of Instituting Fall program is entirely supported thanks to our historical partner illycaffé S.p.A., also with a workshop exclusively dedicated to young creatives and designers conducted by the duo Cooking Sections. Entitled “Climavore” the duo proposed to work on the production and consumption of foods that react to climatic events induced by man and landscape alterations.

26 – 29 November
CLIMAVORE
By Cooking Sections



SUMMER CAMP: CLIMATE ACTION

We are living in a time in which the human impact on our planet is having irreversible dramatic consequences on the decline of the natural world. Rather than the soft definition of climate change we should refer to the current situation as a climate breakdown, as artist Brett Bloom deliberately points out. In fact, the living conditions of modern Western society are based on forms of ferocious land and people exploitation that penetrates our bodies, minds and ways of being in the world to remain dependent on oil-based infrastructures without considering the effects. In the meantime, hundreds of thousands of teenagers are demonstrating all around the world in an unprecedented protest against global warming and pollution, vowing to miss school until the governments of their countries take action.

Since 2003 Michelangelo Pistoletto and Cittadellarte have had on their agenda an ongoing discussion on environment sustainability, also promoting the Rebith Day since 2012: an annual international event dedicated to rebirth, change and the responsibility that each one of us should take in order to build a balanced relationship between nature and artifice. The Rebirth-day represents the celebration of the Third Paradise, a concept developed by Pistoletto to describe the start of a new phase for humanity (in the first paradise humans were fully integrated into nature, while the second is the artificial paradise), promoting a balanced connection between artifice and nature and the potential for social change.

Starting from these premises, the 2019 UNIDEE Summer Term is organized around the summer camp Climate Action, led by three different artists, to respond to the global warming and consider possible actions. During the camp the participants will discuss their relation to fossil sources, experiment in agroecology techniques and discuss climate agency to formulate alternative ways of living in relation with our landscape and the other organisms. Artists Brett Bloom, Fernando Garcia–Dory and Luigi Coppola are all committed on various levels to promoting different practices that re-examine our dependencies from energy exploitation and how we might begin to de-industralise our individual and collective sense of self. Through the recovery of old rural traditions, participatory processes, collective control of the means of production and art, their practices propose alternatives to address how humans relate to nature.

8 – 12 July
PETRO-SUBJECTIVITY AND SOCIAL ECOLOGY
Brett Bloom

8 – 12 July
EVOLUTIONARY POPULATIONS: THE SEEDS OF THE WORLD WAITING TO GERMINATE
Luigi Coppola

8 – 12 July
TOWARDS AN EXPANDED LANDSCAPE
Fernando Garcia Dory

 

COLLECTIVE AGENCY


How do we shape the reality of our living and acting together? Since 2014 Cittadellarte coordinates the International Rebirth Forums connecting different civil organizations with the aim of promoting social change. Each Forum gathers together a diverse range of formal and informal groups (such as associations, foundations, enterprises, governmental organizations, non profit spaces, committees, etc) to implement a collective one-year concrete plan discussing the United Nations 17 Sustainable Development Goals (SDGs), which are in an urgent call for action by all countries.
In a global partnership with different participants, Cittadellarte has promoted more than 235 meetings worldwide and coined a new word defining its method: demopraxia. Mutuated by the word democracy, the neologism replaces the term cratòs (power) with the word practice (in Greek praxis), converging its meaning on collective agency and co-operation.

Starting from these premises, the 2019 UNIDEE Spring Term invites artists of different generations to map out the issues surrounding collaborative art from a practitioner's perspective. Exploring the potential of collective action as art work, the invited artists develop working relations with other producers, extensively collaborating with groups and communities to facilitate the creation of different infrastructural conditions and assist them in taking control of their futures. Advocating solidarity and peer-to-peer relationships to develop new ways of regulating everyday life, the artists initiate community-embedded projects combining together discussions, performances, pedagogy and forms of self–organization. In response to the political, social and economical conditions of post-capitalism, the invited artists experiment with community forms of resistance and participation to organize alternative ways of living.

20-22 May
PROSCENIUM
Adelita Husni-Bey

May 28-30
SELF-ORGANISATION AS METHOD - the case of platform Chto Delat
Chto Delat





Here you can read our publication of the 20th anniversary of UNIDEE: Notes from the 2019 UNIDEE residency programs

 

MENTORI E OSPITI 2018

 
(in ordine di apparizione):
Andrea Caretto e Raffaella Spagna con José D. Edelstein e Marco Giardino;
Amy Franceschini e Lode Vranken (Futurefarmers) con Livia Cahn;
Alessandra Saviotti e Gemma Medina Estupiñan (Arte Útil).

 

 

 



 

 
 
STATEMENT 2017
 


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Parole chiave: Rivoluzione, Desiderio, Mediazione.

Mentori e Ospiti nel 2017 (in ordine di apparizione):
Etcetera (Loreto Soledad Garìn Guzmàn e Federico Zukerfeld) con Franco “Bifo” Berardi;
Ayreen Anastas e Rene Gabri con Carla Bottiglieri;
Riccardo Fassone e Juan Esteban Sandoval (el puente_lab) con Gabriele Ferri;
Diego del Pozo Barriuso con Julia Morandeira Arrizabalaga;
Andrea Caretto e Raffaella Spagna con Ernst Zürcher;
Gianluca e Massimiliano De Serio con Luigi Fassi;
Attila Faravelli ed Enrico Malatesta con Adam Asnan;
Aria Spinelli per il progetto europeo "Trauma & Revival";
Petra Köhle e Federica Martini;
Adrian Paci con Leonardo Caffo e Zef Paci;
Assemble (Amica Dall) e John Bingham-Hall con Efrosini Protopapa;
Rick Lowe con Elpida Rikou.

 

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STATEMENT 2016
 


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Parole chiave: Ricerca, Dono, Alterazione.

Mentori e Ospiti nel 2016 (in ordine di apparizione):
Expodium (Nikos Doulos e Bart Witte);
Jason Waite con Adelita Husny-Bey;
Lara Almarcegui con Marco Giardino;
Cesare Pietroiusti con Aldo Spinelli;
Martino Gamper con Matteo Lucchetti e Judith Wielander (Visible project);
Giusy Checola con ‘L’Italia che Cambia’ e ‘Transition Town Biella’;
Maddalena Marciano con Claudia Losi e in collaborazione con l’Ufficio Moda di Cittadellarte/ B.E.S.T;
Attila Faravelli ed Enrico Malatesta con Nicola Ratti;
Luigi Coppola con Daniel Blanga Gubbay;
Antoni Muntadas con Alessandra Messali;
Daria Filardo con Fatma Bucak;
Adrian Paci con Edi Muka;
Aria Spinelli con Núria Güell;
STEALTH.unlimited (Ana Džokić e Marc Neelen) con Erik Jutten e Piet Vollaard.

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STATEMENT 2015
 


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Parole chiave: Temporalità, Responsabilità, Partecipazione.

Mentori e Ospiti nel 2015 (in ordine di apparizione):
Salvatore Iaconesi e Oriana Persico;
Silvia Franceschini con Stefano Rabolli Pansera (Beyond Entropy);
Aria Spinelli con Tullio Brunone (Laboratorio di Comunicazione Militante);
Massimiliano Viel;
Emilia Telese con Richard Shields;
Giulia Grechi con Fiamma Montezemolo;
Saioa Olmo Alonso con Sabel Gavaldón;
Giusy Checola con Thomas Gilardi;
Alessandra Donati con SMart Belgio/Italia;
raumlaborberlin;
Beatrice Catanzaro;
STEALTH.unlimited (Ana Džokić e Marc Neelen) ;
Santiago Reyes Villaveces con Manuel Ángel Macia;
Andrea Caretto e Raffaella Spagna con Attila Faravelli;
Federica Martini con Anne-Julie Raccousier;
Omer Krieger;
Monica Narula (Raqs Media Collective) con Rasmus Nielsen (Superflex).

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